24/02/15

27-28 febbraio: LE MERAVIGLIE

di Alice Rohrwacher

trailer

Gelsomina è un'adolescente introversa che vive nella campagna umbra con i genitori e le sorelline. Primogenita tutelare e solerte nelle faccende familiari, Gelsomina è inquieta e vorrebbe andare via, scoprire il mondo che comincia dopo il suo casale. A trattenerla è un padre esclusivo e operaio, alla maniera delle sue api, che guarda a lei ancora come a una bambina. La loro routine, scandita dalle stagioni e dall'impollinazione delle api mellifere, è interrotta dalla presenza di una troupe televisiva e dall'arrivo di Martin, un ragazzino con precedenti penali che deve seguire un programma di reinserimento. L'esoticità di una conduttrice tv e di un adolescente senza parole impatteranno la vita di Gelsomina e della sua famiglia, promettendo ciascuno a suo modo 'meraviglie'. L'estate intanto sta finendo e una nuova stagione è alle porte.

VISTI PER VOI: IL GIOVANE FAVOLOSO

IL GIOVANE (FAVOLOSO) LEOPARDI SECONDO MARTONE : IL FILM DEL REGISTA PARTENOPEO RIABILITA IL POETA DI RECANATI RISCOPRENDONE UN’INSOLITA ANIMA “ROCK”

Lungi dal volerne dissacrare il mito e l’aura immortale, permetteteci l’uso in prestito del termine “rock”, di Celentaniana memoria, per meglio definire ciò che abbiamo colto nel film dedicato alla figura del sommo poeta Giacomo Leopardi. E’ un poeta “nuovo”, e finora sconosciuto ai più, quello visto sullo schermo in una proiezione speciale, avvenuta ai primi di febbraio nei circuiti delle sale Universal (dopo la presentazione ufficiale avvenuta all’ultimo Festival di Venezia, e l’uscita nelle sale ad Ottobre). Attraverso la riuscita interpretazione di Elio Germano, la cui maturità artistica con questo film ha raggiunto la sua definitiva consacrazione, l’opera del regista Mario Martone ( “Teatro di guerra”, “l’Amore molesto”, “Noi credevamo”) , oltre ad aver avuto il merito di rievocare fedelmente la vita dello scrittore, ricostruendone la parabola tormentata nota da sempre, ha voluto aggiungervi la sua personale visione cucendo addosso a Germano- Leopardi , i panni dell’artista “maudit”, in netto anticipo rispetto ai “bohemiens” Verlaine, Rimbaud e Baudelaire. Spingendoci oltre in questa esegesi del personaggio, potremmo dire che il Leopardi rievocato da Martone, si muove a tratti con una vena “grunge”, un Kurt Cobain senza la voce rotta che lacera fin dentro il midollo, ma altrettanto tormentato e ansioso di urlare al mondo il suo talento, il cui manifesto artistico è ben rappresentato dall’Infinito, lo stranoto poema conosciuto e imparato a memoria da generazioni intere, che viene recitato, anzi sarebbe meglio dire “vissuto” in una scena del film, proprio nel momento della sua gestazione, come un vero e proprio “reading” in presa diretta. Martone rilegge dunque Leopardi, riuscendo nell’operazione di renderlo vicino ed empatico ad un pubblico che il più delle volte ne ha conosciuto attraverso gli studi liceali, i tratti meramente malinconici della sua ars poetica e a torto ritenuti soltanto pessimistici. Il regista lo ha invece avvicinato alla platea, soprattutto ai giovani , poiché il poeta era in fondo anch’egli un giovane virgulto il cui talento e la fama lo colsero agli albori della sua sfortunata e travagliata fanciullezza, “età felice”, nonostante tutto, come egli stesso la definì nel “sabato del Villaggio”. Il giovane favoloso descritto dal regista partenopeo riesce dunque a penetrare nell’animo dello spettatore (qui Martone vi riesce attraverso l’uso sapiente della camera a mano, che filma usando la stessa soggettiva dei personaggi ripresi, a volerne ricreare appunto quella “vicinanza” necessaria con il pubblico), che vive i momenti salienti della biografia leopardiana sin dall’intimità domestica nella natia Recanati, intento nel gioco con gli adorati fratelli Carlo e Paolina , ben interpretati rispettivamente da Edoardo Natoli e Isabella Ragonese, fino alla fuga dall’odiato borgo, nel frattempo ovunque acclamato, in giro per l’Italia pre-risorgimentale ancora divisa, ma unita dal suo genio, e amato dai contemporanei e più titolati colleghi letterati. Onore al merito ad un’opera necessaria, antica nella sua concezione di cinema rigoroso e rispettoso dei particolari, che pedissequamente ci conduce nella rivisitazione storica d’un secolo che fu fucina di tumulti, rivoluzioni in ogni campo della vita sociale, e culla di passioni letterarie e artistiche di cui Giacomo Leopardi fu a pieno titolo tra i protagonisti più illustri, e ora più che mai tremendamente moderno.

20/02/15

20-21 febbraio: UN INSOLITO NAUFRAGO NELL' INQUIETO MARE D'ORIENTE



Jafaar è uno pescatore palestinese che pesca sardine e vive con la moglie lungo il muro della Striscia di Gaza. Dimenticato da Allah, incalzato dai creditori e avvilito da una vita sorvegliata da Israele e dai suoi militari, che 'bazzicano' la sua casa e controllano ogni suo respiro, Jafaar butta la rete in mare e una mattina pesca l'impensabile: un grosso maiale vietnamita. Considerato animale impuro dalla sua religione, decide subito di sbarazzarsene. Il desiderio di qualcosa di meglio per lui e la sua consorte tuttavia lo fa desistere e il maiale diventa una fonte inaspettata di guadagno. Dopo numerosi tentativi falliti al di là e al di qua del muro, Jafaar trova in una giovane colona russa e nella capacità riproduttiva del suo maiale il business e la risposta alle sue preghiere. Quando tutto sembra andare finalmente per il verso giusto, un gruppo di terroristi integralisti lo recluta suo malgrado, mandando letteralmente in aria il suo commercio e la sua vita.
Opera prima di Sylvain Estibal, giornalista, scrittore e realizzatore francese di origine uruguaiana, Un insolito naufrago nell'inquieto mare d'Oriente è una commedia che azzarda in un territorio delicato e suscettibile come la Striscia di Gaza.

11/02/15

13-14 febbraio: LEI




Theodor è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un'intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.
A Spike Jonze interessano le più banali e comuni tra le sensazioni umane ma per arrivare a dar voce e corpo in maniera personale e addirittura "nuova" ai più antichi tra i temi trattati dall'arte (e dunque dal cinema) necessita sempre di passare per un elemento fantastico, l'inserimento di una sola implausibile stranezza per attivare meccanismi e percorsi nuovi.
In passato lo ha fatto con lo sceneggiatore Charlie Kaufman (che di questo è stato maestro) ora ci è arrivato con un film scritto autonomamente (e si nota un po' di fatica della sceneggiatura nel giungere alla conclusione), un'opera che attinge ai temi della fantascienza classica e li trasforma da obiettivo del film a suo mezzo. Il rapporto con le macchine non come spunto di riflessione ma come strumento per parlare d'altro.
Con il lusso di poter usare l'attrice più attraente del momento solo in audio, senza mai farla vedere (l'intelligenza artificiale parla per bocca di Scarlett Johansson), facendo in modo che sia il cervello dello spettatore a sollecitare il rinforzo positivo legato a quella voce, e appoggiandosi alla capacità superiore alla media di Joaquin Phoenix di "ascoltare", cioè di essere l'unico inquadrato in ogni conversazione significativa, volto emittente e ricevente di tutte le battute, Spike Jonze riesce a girare una storia d'amore al singolare, senza puntare il dito contro la tecnologia. Anzi.

(tratto da MYmovies.it)

06/02/15

OSPITI: sabato 7 febbraio EDOARDO ZACCAGNINI

Edoardo Zaccagnini, nato a Roma, classe '75 è un eclettico, appassionato e generoso critico cinematografico.
E' laureato in “Storia e critica del cinema” presso L’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 1999 scrive per varie riviste specializzate tra cui “Close-up.it”, “Il giornale d’Italia” e “Schermaglie.it” di cui è stato uno dei fondatori. Ultimamente interviene come critico cinematografico anche sulla rivista "Città Nuova".
Ha collaborato con la rete televisiva nazionale La7 per i programmi “Anni Luce” ,“25 ora”, "La7colours" e "La valigia dei sogni" come critico cinematografico, autore e redattore.
Ha pubblicato diversi saggi sul cinema italiano tra cui il libro “I Mostri al lavoro - Contadini, operai, commendatori, ed impiegati nella commedia all’italiana” (Sovera Editore), e “Cine-Gomorra” (Sovera editore) sui registi italiani emergenti e gli attori italiani del decennio 2000-2009.
E' autore e anchorman di vari spettacoli multimediali, tra cui "Andò in onda al cinema" e prossimamente "L'appetito vien guardando" (debutto il 18 aprile 2015), ospitati anche presso il nostro Auditorium Seraphicum. Si tratta di performance create con lo scopo di approfondire un tema (la storia della tv, il calcio, il cibo, gli anni del Risorgimento) attraverso le più belle sequenze del cinema italiano.
Da domenica 25 gennaio e per le domeniche successive, fino a marzo, sarà il nostro cicerone d'eccezione per i luoghi di Roma che sono stati fondamentali nella vita e nella cinematografia di Federico Fellini

03/02/15

6-7 febbraio: LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE

di  Pierfrancesco Diliberto (in arte Pif)


Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso.

La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa.

Sullo sfondo di questa tenera ma divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90.

Un modo nuovo di raccontare la mafia. Un film che dissacra i boss e restituisce l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia. Un sorriso ironico e mai banale sugli anni terribili degli omicidi eccellenti.


(dal sito ufficiale del film:  lamafiauccidesolodestate.com)